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Archivio mensile:maggio 2012

“Io so’ cresciuto a whisky e heavy metal”. Così esordiva Brucho quando si presentava, ostentando un teschio indiscutibilmente brutto tatuato appena sotto l’omero. Era un operaio, all’epoca. Poi si autodefiniva, nell’ordine: bluesman, stalinhippy e poi di nuovo metallaro. I presupposti per la rottura del nucleo psicotico c’erano tutti. Fece la sua comparsa all’occupazione portandosi dietro una chitarra blues ed un taglio di capelli retaggio degli anni ’90. E non si mosse più da lì. Il suo ruolo era: stappare lattine di birra, inventare riff e assoli sul momento, uscirsene con asserzioni imbarazzanti, crearsi il vuoto pneumatico intorno, fare da autista ed accompagnatore ai 3/4 delle donzelle non automunite del posto, rimediando sempre e solo un “grazie Brucho, se domani sera sto di nuovo a piedi ti chiamo”, Read More

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