Bloody Monday

– Sindrome premestruale quasi al capolinea, somatizzazione a mille, sogni confusi in cui mangio limoni misti a sabbia di mare, aspettative sopìte che tornano a galla, in virtù di retropensieri che non sto ad elencare, attimi di euforia irrazionale in cui rido da sola, seguiti da momenti di cupo abbattimento;

– tal Daniele Berti del Movimento 5 Stronzi nonché sindaco di Legnano dice che i Rom non si integrano per un fatto di DNA. Onde per cui la proposta civile e moderata che porta è quella dello sgombero ad oltranza. Io dico che se nel 2012 pretendi ancora di avanzare spiegazioni biologiche per spiegare relazioni di potere che affondano in millenni di storia e di politica non hai alcuna speranza di riscatto intellettuale, onde per cui ti auguro che una famiglia Rom ti squatti casa e ci si stabilisca e poi ti faccia ciao ciao dalla finestra e ti dica “coglione, hai visto il DNA?”;

– fa freddo, e credo che ancora nessuno ne abbia parlato. Elenco dei must di stagione: catarro, catarro, e ancora catarro. Me lo porto dietro da dicembre. Smettere di fumare sarebbe un’opzione (non presa seriamente in considerazione: poi dopo mangiato e dopo il caffé che faccio? E mentre sto su facebook?);

– un Kanellos in miniatura che scagazza ovunque perché co’ sto freddo non ce la fa a fare le passeggiate mattutine in giardino. Poi, nell’ordine: morde i piedi e il cavo delle cuffie, si addormenta sui miei stivali, piange se viene lasciato solo, abbaia come un pit bull, mangia come un dobermann e di notte abbaia all’improvviso senza ragione apparente lasciandoci a chiederci se per caso non stia presentendo The Big One, che dicono che i cani quelle cose lì son capaci di sentirle (sì, siamo persone senza ansia);

– il fronte stagista: poche novità ma inquietanti. Il tizio e la tizia presso cui è andata ad abitare sono fasci e mi danno un’idea di grigiore umano che lèvati; la tizia in particolare, è stata presa da un attacco di mammite e se la spupazza e la coccola a modo suo, portandosela in giro per i peggio locali al venerdì sera e regalandole abiti di dubbio gusto. Tipo sciarpone, cappelloni, stivaloni alti al ginocchio che la stagista indossa diligentemente tutto in una volta, senza discernere e senza intuire che “less is more”. Ma è tutta contenta, è convinta che così “look more italian”, e pubblica le foto su fb e la sua famiglia è tutta un pàlpito di speranza e ammirazione per questa figlietta lontana da casa che si sta irrimediabilmente cialtronizzando. Io le vorrei dire che tutto ciò è solo l’inizio di un pericoloso processo di velinizzazione che bisogna fermare perché potrebbe essere irreversibile e potrebbe mischiarsi con la notoria mancanza di gusto inglese in materia di abbigliamento femminile, però per queste cose servono delle basi che io non posso darle nonostante la mia buona volontà.  E poi chi sono io per spiegare certe cose ad una che non sa neanche che il premier del suo paese è Cameron (giuro)? Così sorrido e annuisco, e lascio che racconti dettagli insignificanti. Non che lei non si sforzi, per carità. L’altro giorno ha tentato di avere una conversazione culturale. Mi ha chiesto se avevo visto una cosa che si chiamava tipo “La Maison d’Or” (sulle prime ho pensato alla Maison Derrière). Ho risposto: “No, cos’è?” E lei: “Aehm…theatre!” (ma senza una particolare sicurezza). Io: “Ah. chi è l’autore?” Lei: “I don’t know…It’s been four years ago”, con un’espressione che era tipo: oh, t’ho già detto il titolo, mo’ t’arrangi da sola. Ho cercato in rete, ma sotto Maison d’Or mi escono solo gioiellerie ed agenzie immobiliari. Ho pensato che forse era La Maison d’O, un sequel o una rilettura de L’Histoire d’O – cavolo, sarebbe sperimentale ‘na cifra – ma invece niente. Forse era uno spettacolo della filodrammatica della parrocchia di su’nonna, boh (ah, per la cronaca, l’ascendenza della stagista è cattolica, non protestante);

– in chiusura, un esempio che mostra che spazi di anarchia ed autogestione sono realizzabili e praticabili: è sufficiente non avere paura di occupare, di organizzarsi e di assumersi le responsabilità individualmente e collettivamente. Potremmo stare tutti meglio, ma capisco che è una prospettiva che può spaventare.

intervieni

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: