Una madeleine

Sul vecchio blog, ogni volta che avevo un black out mentale o difettavo di capacità di sintesi, laserbeem interveniva con un tempismo sorprendente a ricordarmi cose lette o viste in tv, e le commentava con le stesse parole che avrei usato io. Un peccato non sfruttare questa sinergia, ed un peccato lasciare il filtro dei commenti nel momento in cui c’è un’urgenza comunicativa da condividere.
Avevo quindi optato per la condivisione del mio scarno monolocale, tirando su una parete di cartongesso e ricavando un comodo antro per la controparte maschile di quel posto (mai avrei immaginato che avrebbe potuto essercene una).
Come coinquilina non avevo grosse pretese, mi bastava trovare la tavoletta del water abbassata ed essere invitata a prendere il caffè.  Lui scrisse un tot di post d’attualità politica. Belli, molto. Poi più nulla. C’era molto riserbo da ambedue le parti. Sembravamo militanti del PCI degli anni ’50, tanta era l’austerità dei rapporti e il sobrio rispetto a cui erano improntate le comunicazioni.

Poi laserbeem scomparve nel nulla.  Oh, ancora mi chiedo che cazzo di fine abbia fatto.

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